Ascolto guidato

E’ importante saper ascoltare, ma a volte l’ascolto deve essere guidato.

L’ascolto è parte fondamentale nel processo di comunicazione.

Ma come facciamo quando una persona non ci ascolta oppure quando vorremmo ascoltare una persona ma non riusciamo perché ci annoia?

In questi casi, anche se non vogliamo, tendiamo a risolvere il primo caso arrabbiandoci, alzando la voce o rassegnandoci tacendo, mentre nel secondo caso spesso smettiamo di ascoltare e iniziamo a pensare ad altro.

Inutile dire che queste soluzioni non sono corrette perché in entrambe le situazioni abbiamo interrotto la comunicazione dando spazio ad incomprensioni e conflitti.

Io sono sempre stata una persona che ama ascoltare gli altri e questo nella vita mi ha portato ad avere buone relazioni ma spesso questa capacità di ascolto in passato mi creava dei problemi perché le persone mi utilizzavano come valvola di sfogo. Alle molte persone piace sfogarsi (basta dare un’occhiata ai social…) in quanto sono convinte che questa cosa li faccia sentire meglio. In realtà raccontare i propri problemi con un’attitudine lamentosa e con l’unico obiettivo di sfogarsi anziché trovare soluzioni, fa male.

Come comportarsi in questi casi?

Io ho adottato questa soluzione che chiamo “ascolto guidato”.

Quando mi accorgo che il dialogo sta diventando uno sfogo a senso unico interrompo il mio interlocutore facendogli una domanda inerente all’argomento, ma che lo conduca a valutare un aspetto positivo della vicenda. Se la persona riprende dopo poco lo sfogo, la interrompo prendendo io la parola e spostando la conversazione verso qualcosa che possa portare l’altro a pensare alle soluzioni e non al problema.

Affinché tutto ciò funzioni al meglio è necessario usare la voce giusta, quella che il maestro Ciro Imparato ha definito “voce verde“, la voce della fiducia, la voce del cuore che parla al cuore.

Questa soluzione è valida anche quando la situazione è inversa, quando cioè siamo noi a non venire ascoltati. In questo caso l’utilizzo della voce è fondamentale accompagnato da domande che possano coinvolgere il nostro interlocutore affinché lui possa iniziare un “ascolto attivo”. Se una persona si annoia e non ci ascolta è perché fondamentalmente non riesce a cogliere interesse per quello che stiamo dicendo quindi l’unica via d’uscita che abbiamo è capire come interessarlo e una domanda aperta che lo coinvolga ci può aiutare a creare quell’interesse.

La comunicazione è fatta di vibrazioni. Quando non riusciamo a comunicare le nostre vibrazioni non sono in armonia. L’ascolto guidato avvicina le nostre vibrazioni permettendoci di comunicare trovando la giusta lunghezza d’onda.

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