Attenzione alle etichette

Stai alla larga dalle etichette! Sentiti libero di cambiare opinione!

Non ho mai sopportato le etichette, l’appartenenza ad uno schieramento, ad una corrente d’idee. Già da adolescente non mi piaceva venire etichettata, in quanto mi ha sempre dato la sensazione di una mancanza di libertà. Ho delle idee ma voglio sentirmi libera di cambiarle. Sono sempre stata alla larga da gruppi con identità molto forti, nei quali le opinioni vanno necessariamente condivise.

Questo tema mi sta molto a cuore, infatti lo inserisco anche nei miei corsi di formazione. Quando una persona si crea un’etichetta oppure “compra” un’etichetta che qualcuno le ha attribuito, sta in qualche modo limitando le sue possibilità.

Siamo persone, con dei talenti che possiamo coltivare ma che non ci devono impedire di percorrere altre strade.

Ad esempio, se sono portato per lo sport non è detto che io non possa provare a suonare uno strumento musicale oppure non possa dipingere un quadro. Magari non saranno i miei talenti ma l’etichetta di sportivo non mi deve limitare nello sperimentare nuovi percorsi.

Se poi entriamo nel mondo delle opinioni ecco che la situazione si complica ulteriormente.

In questi giorni in cui il dibattito sulle coppie di fatto e sui diritti delle coppie omosessuali è al centro di discussioni più o meno civili, mi sono accorta di come le etichette ci limitino la possibilità di dialogare in modo costruttivo. La comunicazione diventa impossibile in quanto si è concentrati a difendere esclusivamente il proprio punto di vista, etichettando chiunque non la pensi come noi. Ecco che inevitabilmente scatta un modello di comunicazione distruttivo, dove viene a mancare totalmente il rispetto.

O si è  laici e quindi a favore delle coppie di fatto, dei matrimoni gay ecc… o si è cattolici a favore della famiglia tradizionale.

E come la mettiamo se uno non si identifica con nessuna di queste etichette?

Io sono cattolica, sposata in chiesa, in quanto considero il matrimonio un sacramento, un atto di amore davanti a Dio e non una tradizione.

Sono sposata in chiesa non per tradizione ma per fede. Ma questa è la mia fede e non posso imporla ad altri.

Come ha detto il priore di Bose Enzo Bianchi:

“…se lo Stato decide di regolarizzare una realtà affettiva, lasciamo fare, applicando la misericordia come vuole il Vangelo, non come la vogliamo noi.”

Detto ciò non importa quale sia la mia opinione, ma il fatto che questa sia davvero mia e non dello schieramento entro il quale qualcuno mi ha collocata.

Ma soprattutto, chi la pensa diversamente da me vorrei tanto che rispettasse la mia opinione e che provasse in modo costruttivo a farmi conoscere la sua.

Sono libera di cambiare idea nel rispetto dei miei valori e sempre nel rispetto degli altri.

Leggevo stamattina un articolo di don Paolo Farinella che inizia così:

Ora che le piazze sono soddisfatte e anche etichettate, laiche e cattoliche, con pressione muscolare e avvertimenti elettorali, tutti vissero felici e contenti nella convinzione esclusiva di avere ragione sugli avversari o meglio nemici”

Mi dispiace non ci sto. Le etichette e le battaglie contro qualcosa le lascio ad altri.

Sempre pro mai contro.

2 Comments Attenzione alle etichette

  1. Elena 3 febbraio 2016 at 20:05

    Brava Elena. Apprezzo molto il tuo pensiero. Ho una visione più laica ma il richiamo all’affermazione del priore di Bose è chiarissimo. Applicare la misericordia non il giudizio. Io penso nello specifico che questi bambini hanno diritto a una famiglia se quella di origine si è spezzata. Non mi piacciono le battaglie campali etiche e morali specie se sono prive di coerenza personale

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    1. Elena AloiseElena Aloise 3 febbraio 2016 at 22:44

      Esatto!!! in generale non mi piacciono le battaglie e la coerenza è per me un valore altissimo.
      ll problema è che molto spesso si fanno battaglie per cause che neanche si conoscono, ma solo in quanto appartenenti ad uno schieramento.
      Questo atteggiamento non può che essere distruttivo. Per comunicare in modo costruttivo bisognerebbe avere davvero delle idee e la capacità di ascoltare e rispettare quelle degli altri.
      La diversità è una ricchezza.

      Reply

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