Beatleweek: un’esperienza da provare

La Beatleweek non è solo un evento per appassionati dei Beatles ma è un’esperienza unica e voglio provare a spiegarti il perché.

Se sei un fan dei Beatles salta pure il punto 1.

Se pensi di conoscere i Beatles ma dici che non ti piacciono, probabilmente conosci solo “Hey Jude” “Yesterday” “Michelle” magari interpretate da altri artisti oppure sei un musicista preparato e ritieni che i Beatles non lo fossero. In ogni caso, per piacere, leggi attentamente il punto 1.

Se non conosci i Beatles probabilmente sei un alieno oppure sei una persona in gamba perché sai che conoscere 4 canzoni di un artista non basta per esprimere una valutazione, in ogni caso leggi attentamente il punto 1.

 

1) I Beatles sono magia

Premetto che non sono un’esperta ma semplicemente un’appassionata di musica e di suoni.

Ho scoperto i Beatles intorno ai 20 anni, grazie a mio marito che da sempre è un loro fan e da allora è una continua riscoperta.

Prima di dire che non vi piacciono i Beatles vi consiglio di approcciarvi alla loro musica in modo diverso.

I Beatles sono molto più di un gruppo musicale. Qualcuno dice che hanno rivoluzionato la musica, altri dicono che sono sovrastimati, altri ancora che la loro fortuna è stata George Martin. Io non cercherò di confutare le ragioni di uno o dell’altro, io vi dico che per me i Beatles sono pura magia.

La loro personalità, il loro modo di comunicare, l’ironia, la simpatia, la loro musica meravigliosa, i testi delle canzoni, tutte queste componenti unite insieme hanno creato la magia.

Non importa discutere se siano stati davvero innovativi, quello che importa è che la loro immagine era sempre perfettamente coerente con la musica che suonavano e con i testi delle loro canzoni.

Questa coerenza ha creato quello che io chiamo “accordo perfetto”.

Volete scoprire questo accordo perfetto?

Procedete con ordine ascoltando i primi album e guardando alcune immagini del periodo. In particolare vi consiglio di cercare le immagini del Cavern (luogo a me tanto caro e ricco di magia). Inoltre, proprio in questi giorni sta per uscire il film di Ron Howard “Eight days a week”, quale occasione migliore per entrare in questo magico viaggio?

Una volta ascoltati i primi album ed essere entrati nella storia dei Fab Four procedete con l’ascolto andando in ordine cronologico cercando di privilegiare i brani meno conosciuti. In questo modo riuscirete a percepire l’evoluzione e la coerenza tra suoni e parole.

Vi consiglio questo percorso:

da “Help” It’s only love

da “Rubber Soul” In my life

da “Revolver” I’m only sleeping, For no one

da “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” Getting better, She’s Leaving home (piango ogni volta…) e la magica A day in the life (per me capolavoro)

ne ho messe un po’ da questo album perché secondo me è geniale checchè ne dica Keith Richards

da “Yellow Submarine” Hey Bulldog

da “Let it be” Dig a Pony

da “Abbey Road” e “White album” …beh, ascoltateveli interamente prima e dopo i pasti.

Sono tanti? E sì, lo so, una produzione molto vasta e in pochi anni e c’è chi dice ancora che non erano geniali…

Bene, dopo aver ascoltato con attenzione questi brani se non vi piacciono i Beatles l’unica cosa che posso dirvi è “mi dispiace per voi ” 🙂

 

2) La Beatleweek fa rivivere la magia

Se sei un fan dei Beatles devi almeno una volta partecipare alla International Beatleweek!

E’ un evento magico e solo chi ci è stato può davvero capirlo.

Un articolo scritto dall’Echo di Liverpool racconta molto bene questa magia. Prendendo spunto da questo articolo proverò qui di seguito a raccontare la mia esperienza:

  • I fan

Alla Beatleweek si incontrano migliaia di fan provenienti da tutto il mondo. Si fa amicizia, si canta insieme e ogni anno ci si ritrova come in una grande famiglia. Cantare tutti insieme Imagine al Cavern fa sentire che we are not the only one…

  • Le band

Ogni giorno dalle 12 fino a notte tarda puoi sentire band provenienti da tutto il mondo interpretare in modo egregio la musica dei nostri Fab Four! Quando dico tutto il mondo è davvero tutto il mondo! Quest’anno c’erano band dall’Australia, dal Giappone, dal Brasile e persino dal Kazakistan.

Non le ho chiamate cover band perché è riduttivo. Le band presenti alla Beatleweek sono composte da grandi musicisti che sanno interpretare con rispetto e senza scimmiottare.

  • Gli ospiti

Alla Beatleweek ci sono ogni anno ospiti importanti legati in qualche modo ai Beatles.

Quest’anno ho incontrato Pattie Boyd, Klaus Voormann e per un giorno mi sono persa Micky Dolenz.

In mezzo a questi ospiti ufficiali, ho anche incontrato personaggi come I Quarrymen, Julia Baird, Freda Kelly, il mitico Mark Hudson (come? non sapete chi sono? e ma allora non siete veri fan! nessun problema google vi aiuterà a rimediare)

La disponibilità di questi personaggi è totale. Puoi chiacchierare con loro, farti fare un autografo, fare una foto senza problemi con la massima naturalezza. Pensate che mentre ascoltavo una band mi sono accorta che al tavolino vicino c’era Pattie Boyd con la sorella che chiacchieravano tranquille.

  • I sosia

Alla Beatleweek può anche succedere che, mentre bevi una birra cantando le tue canzoni preferite a un certo punto inizi a dubitare della tua lucidità trovandoti di fronte il sosia di John Lennon o il simpaticissimo sosia di Ringo.

  • Le memorabilia

La domenica c’è un evento imperdibile: la Convention.

Nel vittoriano Hotel Adelphi puoi trovare memorabilia di ogni genere, dischi, poster e gadget originali.

Tutto questo contornato dall’esibizione delle band e dalle conferenze dei personaggi sopracitati.

  • La musica

Per una settimana, dalle 12 circa fino a notte tarda, ascoltare ininterrottamente musica dei Beatles è pura magia.

E’ un’esperienza indescrivibile che abbatte qualsiasi confine e ti porta fuori dal tempo…

Io sto già pianificando la prossima Beatleweek e tu cosa aspetti?

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