Fertility Day: c’è poco da rimodulare

Fertility Day, la campagna del Ministero della Salute, non è “piaciuta” e allora se ne fa un’altra o meglio si rimodula.

Si rimodula?

Ma come si fa a rimodulare una campagna che è un fallimento totale sia come contenuto sia come comunicazione.

Lasciando da parte il contenuto di cui si è parlato ampiamente e all’unanimità in questi giorni, analizziamo brevemente l’aspetto comunicativo:

  • La comunicazione è mettere in comune

per mettere in comune devo avere qualcosa da condividere, devo avere qualcosa da dire.

Qual è il messaggio di questa campagna? Che cosa ci vuol dire il Ministero della Salute con questa campagna?

Quello che tutti abbiamo capito è “fate più figli e fateli da giovani” e ciò ha scatenato le polemiche visto che il tema è sociale ed è molto discutibile.

Poi la ministra ci ha spiegato che la campagna non è sociale ma legata alla nostra salute.

Quindi il messaggio è “il fumo, l’alcool influiscono sulla fertilità”?

Non sono un medico ma ho cercato di informarmi sul tema. Certo, il fumo e l’alcool possono essere cause di infertilità, ma non sono le cause principali. Il fumo e l’alcool creano altri danni alla salute ben più gravi dell’infertilità. Quindi, perché non fare educazione nelle scuole su questi temi invece di spendere soldi su una campagna di pessimo gusto?

  • La comunicazione si basa sull’empatia

Alla base di una buona comunicazione ci deve essere la capacità di sentire e capire le persone con le quali comunico.

L’insensibilità di questa campagna ha colpito a destra e a manca e non è più possibile rimodulare una fiducia persa.

 

Ora mi chiedo. Per quanto fosse incompetente l’agenzia che ha curato la campagna è possibile che abbia trasmesso il messaggio in modo così sbagliato?

Il ministro Angelino Alfano dice che la campagna ha centrato l’obiettivo perché tutti ne parlano ed è diventata elemento di dibattito.

Parlare di un argomento, caro ministro, non vuol dire fare informazione.

Dal Ministero della Salute non mi aspetto che si curi la comunicazione come farebbe un personaggio di spettacolo.

A questo punto invece di rimodulare una campagna fallimentare sarebbe molto meglio chiedere scusa a tutti gli italiani e ritirare l’iniziativa.

Il nostro percepito è che non facciamo figli per problemi sociali e non di salute. Se avete dati che dimostrano il contrario fateceli avere e fate seria informazione.

Nel sito del Fertility Day ho letto il programma e mi pare di aver capito che si parli delle cure possibili per aiutare chi non riesce ad avere bambini. Bene, la prossima volta i soldi dedicateli alla ricerca e non alle campagne social.

 

p.s. ho dato un’occhiata alla pagina facebook della ministra e ho visto che non ha pubblicato le cartoline… mi sa che non sono piaciute neanche a lei 😉

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