Il futuro dei call center

Il futuro dei call center quale sarà? ma soprattutto ci sarà?

Negli ultimi mesi ho avviato e seguito nuovi progetti pur rimanendo legata al mondo dei call center, perché sentivo la necessità di allargare gli orizzonti e anche perché una vocina mi diceva che era giunto il momento di provare a tastare altri campi.

Ora tornata da una settimana di puro relax al mare ho le idee chiare:

il call center è ancora casa mia!

Io credo in questo settore e i margini di miglioramento sono enormi.

Il futuro dei call center deve fare i conti con la qualità e con l’innovazione tecnologica (cosa che, del resto, coinvolge tutto il mondo del lavoro) ma con la giusta strategia la prova può essere superata in modo vincente.

E quindi sono pronta a partire con nuovi progetti e nuove sfide:

  • Corso “Creare Fiducia al Telefono” aperto a tutti gli operatori che vogliono migliorare la loro professionalità.

Poche aziende del settore investono nella formazione invece (vi sembrerà impossibile ma è vero) molti operatori sono disposti ad investire sulla loro professionalità.

Quindi il 15-16 settembre presso il mio ufficio di Torino, il corso “Creare Fiducia al Telefono” che ho portato nelle più importanti realtà del settore, sarà a disposizione di tutti gli operatori e di quelle piccole realtà che non riescono ad organizzare un corso in sede.

  • Video e blog.

Continuerò più di prima a fare video e a scrivere articoli per fare informazione sul mondo dei call center, per raccontare nel bene e nel male questa realtà.

Dopo quasi 10 anni dal film “Tutta la vita davanti” tratto dal libro di Michela Murgia “Il mondo deve sapere” , che racconta lo spaccato di UNA esperienza, tutta l’informazione legata a questo settore è ancora associata a quell’immagine e credo sia doveroso lottare per “aggiornare” la situazione.

Ho in cantiere altri progetti importanti e man mano ve li racconterò perché sono convinta che il futuro dei call center esista e perché non c’è nulla da fare…

il call center è casa mia!

 

 

2 Comments Il futuro dei call center

  1. fabrizio 27 luglio 2017 at 16:20

    Elena,
    trovo i tuoi articoli sempre interessanti e con spunti che invitano alla riflessione sul nostro settore di competenza. In questo preciso momento della mia esistenza penso però che la qualità del lavoro svolto dal singolo call center non debba dipendere dalla proattività del datore di lavoro o dalla necessità degli operatori di acquisire una maggiore professionalità. Credo in questo momento che la Qualità debba essere richiesta, garantita e remunerata attraverso contratti con i Committenti dove non si guardi più esclusivamente alla quantità dei contatti gestiti in Inbound o alla quantità di nominativi contattati in Outbound ma dove sia presente una forte componente che và a premiare quel Call Center che è stato in grado di fornire una maggiore Qualità nel servizio erogato. Bisogna modificare la logica tra Committente e Fornitore in modo da premiare chi adotta un modello Qualitativamente vincente anche e soprattutto per uscire dallo stereotipo “Tutta la vita davanti”. Stereotipo che è duro a morire e che ancora si incontra quando ci si confronta con realtà più piccole e dove alcuni vincoli possono essere meno stringenti. Come può esser effettuato tale cambiamento?..sorry, ma a questa domanda non ho risposta…Grazie per la tua attenzione al mondo del Call Center.

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    1. Elena AloiseElena Aloise 28 luglio 2017 at 8:54

      Caro Fabrizio,
      concordo con la tua analisi riguardo alla qualità.
      Sono convinta che quella sia l’unica strada percorribile.
      Non ho formule magiche, ma credo che iniziare a dare un’immagine più corretta di questo settore sia comunque la base da cui partire.
      I temi da affrontare a riguardo sono molti e nel mio piccolo cerco e cercherò sempre più di trattarli.
      Grazie per il tuo prezioso contributo!

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