Lavorare sodo o lavorare meglio?

Lavorare sodo a volte non è strategico.

Per raggiungere l’eccellenza è fondamentale lavorare meglio.

Quante volte vi siete sentiti dire “devi lavorare sodo” oppure “devi impegnarti di più” o ancora “sei brava ma potresti far di più”?

Immagino tante. La vita scolastica di molti di noi ha avuto questa colonna sonora.

Sia ben chiaro, il lavoro e l’impegno sono per me due valori fondamentali.

Il successo vero è frutto di lavoro e impegno.

Tuttavia sono convinta che per raggiungere l’eccellenza e ottenere risultati straordinari non sia sufficiente lavorare sodo, anzi, a volte la “mentalità della fatica” può portare al mancato raggiungimento degli obiettivi.

  • Partiamo dalla scuola

Se uno studente ha uno scarso rendimento scolastico, si pensa subito che non abbia studiato e il feedback che viene fornito dall’insegnante molto spesso è “devi studiare di più” e a ruota i genitori molto probabilmente rafforzeranno lo stesso concetto.

Certo, potrebbe essere che lo studente non abbia neanche aperto un libro, ma potrebbe anche essere che lo studente non abbia capito o che non abbia un buon metodo di studio.

Sarebbe meglio verificare e magari sostituire il “devi studiare di più” con suggerimenti pratici per apprendere e memorizzare la lezione.

  • Passiamo al mondo del lavoro

In quasi tutti gli ambienti professionali quando si hanno obiettivi importanti da raggiungere si chiede maggior “impegno”, che tradotto in concreto molto spesso significa “ore di straordinario”.

Quando ero una dipendente mi sono scontrata molte volte con la mentalità di responsabili che attribuivano meriti a chi aveva una maggior flessibilità oraria e a chi faceva straordinario, indipendentemente dalla qualità e dalla quantità del lavoro svolto. Sì, anche quantità. Perché lavorare più ore non significa fare più cose.

Certo, in alcuni casi la disponibilità e la flessibilità possono essere importanti ma non necessariamente sono sinonimo di qualità.

A volte per trovare una soluzione o finire in tempo un lavoro è più utile rallentare, fermarsi e cercare una strategia alternativa.

  • Arriviamo al mio mondo: i call center

Quante volte ho sentito dire “devi impegnarti di più”, “devi fare più telefonate”, “devi ridurre i tempi di chiamata”.

Tutto perfetto, tutto condivisibile, ma come?

Ho gestito per anni operatori di call center e so benissimo che alcuni di loro non ottengono risultati perché fanno poche chiamate o perché fanno questo lavoro con superficialità, ma non tutti.

Ci sono operatori che “lavorano sodo” con grande impegno ma che hanno bisogno di un metodo.

Chi ha un grande senso di responsabilità (ce ne sono fidatevi…) reagisce ad una pressione di questo tipo peggiorando la situazione.

Senza metodo “impegnati di più” può tradursi in “insisti di più” e questo in genere porta ad un calo di qualità e anche di quantità.

Senza metodo “devi ridurre i tempi di chiamata” può tradursi in “parla più velocemente”. Risultato: il cliente si innervosisce, non capisce e i tempi di chiamata si allungano ulteriormente.

Non sono le ore di lavoro che garantiscono il risultato ma la nostra competenza e la cura che mettiamo in ciò che facciamo.

“Lavorare sodo” viene interpretato come lavorare di più e non è strategico.

Chi non ha voglia di lavorare non troverà motivazione di fronte alla prospettiva di lavorare di più.

Chi si impegna molto tenderà a demotivarsi e a giustificare i propri errori di fronte alla richiesta di un maggior impegno. Quante volte avete detto o avete sentito dire “io ce l’ho messa tutta, ho lavorato fino a tardi, più di così non potevo fare”. Forse più di così non potevi fare ma magari potevi fermarti, cambiare strategia e fare meglio.

Lavorare meglio è la via verso l’eccellenza.

In Svezia il comune di Goteborg e sempre più aziende hanno ridotto l’orario di lavoro da 8 a 6 con l’obiettivo di rendere i dipendenti più efficaci nel loro lavoro. La Toyota di Goteborg ha rilevato una riduzione del turn-over e una migliore produttività oltre ad una maggiore soddisfazione del personale.

Certo, lavorare meno ore non significa necessariamente lavorare meglio, ma l’attenzione al benessere delle persone favorisce sicuramente una maggior efficienza e una maggior attenzione alle attività svolte.

Se al benessere delle persone si aggiungesse l’attenzione alla formazione, alla crescita, al miglioramento, alla cura dei particolari, allora si traccerebbe la via verso l’eccellenza e il vero successo.

Siete dipendenti? Dovete seguire le linee guida della vostra azienda? non importa.

Ognuno di noi deve avere i suoi obiettivi e ha il dovere di perseguirli nel miglior modo possibile.

Cercate di migliorarvi ogni giorno.

Valutate voi stessi e gli altri sulla base della qualità e non della quantità.

Continuate pure ad apprezzare chi lavora tanto ma imparate ad apprezzare anche chi lavora bene.

Concludo questo articolo con un commento ad un mio post su facebook scritto poco fa da una persona speciale il cui cammino si è incrociato con il mio qualche anno fa, quando gestivo un call center:

…gli obiettivi da raggiungere sono forse meno importanti dei mezzi e della personalità che ci contraddistinguono per raggiungerli

Ogni tanto smetti di pensare agli obiettivi e concentrati su come raggiungerli.

Come ho scritto in un articolo per gli amici di We Carrot:

Puntando all’eccellenza capita spesso che, non solo si raggiungano gli obiettivi prefissati, ma che si superino o addirittura si raggiungano risultati non pianificati, che non immaginavamo neanche di poter conseguire.

Il successo ha strade impreviste e arriva proprio quando si smette di cercarlo.

2 Comments Lavorare sodo o lavorare meglio?

  1. Alessandro 16 settembre 2016 at 1:35

    Ciao Elena,sono Alessandro partecipante al secondo gruppo del corso Almaviva (pomeriggio) che ho fatto con te.
    Volevo ancora ringraziarti sia per il complimento circa la mia voce ( 🙂 ) e soprattutto per il corso molto interessante.
    Ho fatto un salto in questo blog e ho apprezzato questo articolo.

    Buon lavoro per il futuro 🙂

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    1. Elena AloiseElena Aloise 16 settembre 2016 at 8:10

      Grazie a te Alessandro! buon tutto!!!

      Reply

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