Ripercorri i tuoi passi

Vivi sempre il presente ma quando senti di aver smarrito la strada ripercorri i tuoi passi. Trova un appoggio e guarda dall’alto da dove sei partito.

Stamattina sono uscita per accompagnare mio nipotino a scuola e fare alcune commissioni nel mio quartiere.

Mentre camminavo ho avuto dei flashback, proprio come nei film, proprio come se stessi mangiando la proustiana madeleine.

Il percorso è iniziato dalla scuola media Antonio Vivaldi.

Quanti bei ricordi! una classe bellissima, insegnanti meravigliosi, tanta voglia di imparare. Ma anche le prime delusioni, le prime ferite. I bulli che mi prendevano in giro per gli occhiali, per le mie scarpe (per la scoliosi l’ortopedico mi aveva fatto fare un tacco leggermente più alto dell’altro), per il fatto che frequentavo l’oratorio e perché andavo bene a scuola. E i primi blocchi emozionali. La paura che qualcuno mi toccasse e si accorgesse dell’innovativo fantastico corsetto che non si vedeva ma che al tatto ricordava Robocop (sempre lo stesso ortopedico all’avanguardia…)

E allora mi son detta perché non ripercorri la strada andando ancora più indietro?

Ecco la mia scuola elementare, l’Allievo!

Qui solo ricordi bellissimi. Classe femminile, maestra autorevole e materna. I primi successi, le prime amicizie, le merende a casa delle amiche e la mamma che mi aspettava sempre fuori dalla porta riempiendomi di attenzioni e affetto.

E a questo punto perché non proseguire?

L’adolescenza, il circolo giovanile Salus. Le prime vere amicizie, l’impegno, la voglia di cambiare il mondo, la scoperta della spiritualità, il volontariato. Feste di carnevale, pomeriggi allegri, chiacchiere senza sosta.

Più in là ancora volontariato e alcune esperienze importanti fatte con il gruppo Assistenza. La pulizia della casa di un uomo bisognoso. Sporco, nausea, gli occhi aperti su realtà che credevo impossibili a pochi passi da casa mia. Le case delle signore anziane alle quali andavamo a far la spesa e con le quali trascorrevamo molti pomeriggi.

E sempre lì intorno la chiesa. Il Santuario Nostra Signora della Salute, dove ho cantato, animato le Messe, dove ho visto amici sposarsi e dove mi sono sposata.

Vado un po’ avanti nella stessa via e trovo il mio ufficio e vedo dove sono ora. Proseguo a camminare e torno a casa. La casa che abito da 5 anni, la casa che mi ha permesso di tornare nel mio amato Borgo Vittoria, il luogo da cui sono partita.

In mezzo c’è la mia vita di donna. Una vita di gioie, conquiste, dolori, pianti, delusioni, sconfitte, cadute, ricadute e rialzate. Ma questa è un’altra storia. E’ la storia che mi ha portato dove sono ora.

E dopo questo sguardo dall’alto torno nel mio Ora, l’unica cosa che conta, il qui e ora.

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