Sono un’italiana

Sono un’italiana libera. Non sono di destra, non sono di sinistra, non sono grillina. Sono un’italiana libera di pensare ed esprimere opinioni.

A due giorni dal tanto discusso referendum sulle trivelle (ovviamente discussioni nate dopo, non prima…), quello che mi viene da dire a voce alta è: sono un’italiana libera!

Chi mi segue sa quanto io stia lontana dalle etichette. Etichettare le persone è un modo per omologarle ed allontanarle dalla libertà di agire e di pensare.

Raramente esprimo opinioni politiche proprio per questo motivo.

In occasione di questo referendum ho pubblicato dei post sulla mia pagina privata di facebook che invitavano le persone ad informarsi e ad andare a votare. Perché? perché ho trovato una mancanza di rispetto alla libertà l’invito a non votare. Certo era legittimo farlo…

Ho avuto la fortuna, grazie ad un incontro organizzato con l’Istituto Peano di Torino in collaborazione con l’ associazione Borgo Vittoria Insieme, di conoscere due donne meravigliose che hanno fatto la resistenza e che hanno lottato unite per il diritto di voto alle donne. Ho sottolineato unite, in quanto la loro appartenenza ideologica e politica era diversa.

Il diritto di voto è stata una conquista di libertà e per questo motivo ogni volta in cui ho la possibilità di esprimere la mia opinione lo faccio perché sono un’italiana libera!

Detto ciò ovviamente non condivido la scelta di chi non è andato a votare, ma la rispetto.

Da due giorni leggo post e articoli di attacchi più o meno civili nei confronti di chi ha scelto l’astensione. Ho invitato le persone a votare, ma rispetto la loro scelta di non farlo.

Ripeto, non condivido ma rispetto.

Se vogliamo costruire qualcosa dobbiamo partire dal rispetto. Solo con il rispetto si può avviare un dialogo.

Qualcuno a questo punto penserà “uff, il solito buonismo”. Sì sono buonista. Se buonista significa vedere cosa c’è di buono negli altri rispettando la loro opinione, sono buonista e me ne vanto.

E’ partendo da cosa c’è di buono che si può costruire qualcosa.

E mi dispiace non ci sto a farmi etichettare. Ho votato perché sono un’italiana libera di votare.

Immagino che abbiate dato per scontato che io abbia votato sì. Certo, perché chi è andato a votare e ha invitato gli altri a farlo deve per forza aver votato sì.

Vi lascio nel dubbio, non ve lo dirò. Anche il segreto dell’urna è una libertà che non voglio perdere ed è proprio per questo che non amo questo “benedetto” quorum.

Se avessimo la capacità di parlarci senza preconcetti e senza etichette ma con rispetto, scopriremmo che gli altri sono molto più vicini a noi di quanto pensiamo.

Si è perso il significato di comunicazione.

In uno scambio di post su facebook, un politico mi ha scritto “Questo è il fine della comunicazione… Non passare inosservata. Poi potrò non piacerti ma il fine è stato raggiunto”. Io gli ho ricordato “Comunicazione deriva dal latino cum = con, emunire = legare, costruire e dal latino communico = mettere in comune, far partecipe. Quindi il fine è costruire non stupire”.

Comunichiamo per costruire, per ritrovare la libertà di pensare ed esprimere il nostro pensiero.

Io sono un’italiana libera, libera di esprimere la mia opinione e di cambiarla.

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