Storie da call center 1

Storie da call center.

Nei call center ho incontrato persone meravigliose. Ho conosciuto storie, ho vissuto emozioni, ho visto un mondo diverso da quello che abitualmente viene raccontato.

In questo blog ho sempre cercato di condividere questa mia esperienza ed ho pensato che fosse giunto il momento di dar veramente spazio a questi racconti. Questo è il primo di una serie di articoli che raccoglieranno alcune interviste fatte a persone che lavorano nei call center.

Iniziamo da Roma con Antonella ed Eleonora.

Antonella ha 52 anni e da 10 anni lavora in un call center e questo è quello che mi ha raccontato:

In che cosa consiste il tuo lavoro?

Al mattino mi occupo di assistenza clienti per un gestore di energia e, siccome devo arrotondare il mio stipendio, al pomeriggio lavoro per un altro call center nel settore recupero crediti. Come vedi non mi faccio mancare niente a livello di clientela.

Quante ore lavori e quante chiamate ricevi mediamente in un turno di lavoro?

A volte 8 a causa del doppio lavoro. Nelle 4 ore di chiamate di assistenza clienti al mattino gestisco in genere 30-35 chiamate a turno. Dipende dalle lavorazioni. Alcune richiedono più tempo, considera che facciamo di tutto, anche volture e preventivi.

Come mai hai iniziato a lavorare in un call center?

Per caso. Mi sono ritrovata senza lavoro, ho letto un annuncio, mi sono candidata e lì sono rimasta.

Cosa ti piace del tuo lavoro?

Ti sembrerà strano ma mi piace tutto di questo lavoro. In questi 10 anni questo lavoro mi ha formato anche a gestire le relazioni nella vita. Ho acquisito un’ottima padronanza di linguaggio. Ho imparato ad avere autocontrollo in molte occasioni personali, cosa che prima non riuscivo a fare.

Pensa che in 5 anni avrò fatto sì e no 5 giorni di malattia. Difficilmente sono assente.

Mi piace sapere di aver fatto qualcosa di buono in molte occasioni, soprattutto per chi è in difficoltà. Di natura sono una persona molto altruista, perché mi fa felice sentire i sorrisi della gente che trasmettono positività. I sorrisi telefonici sono ancora più belli, sono meravigliosi.

Ancora mi commuovo quando rateizzo una fattura di 80 euro ad una persona anziana che vive solo con la pensione minima.

Il loro grazie è più di uno stipendio.

Mi dispiace solo di questo lavoro che nessuno sa il livello della nostra professione. Io mi sento molto preparata ma è solo grazie all’esperienza personale che ho acquisito professionalità.

Cosa vorresti migliorare nella tua professione?

Il riconoscimento da parte della gente.

Molti quando gli dici che lavori per un call center storcono la bocca. Sei sempre paragonata a quelli che ti tartassano con le offerte commerciali (li rispetto, ho fatto anche quello e non è facile). La gente non lo vede come un lavoro professionale come qualsiasi altro.

Siamo a servizio delle persone che necessitano di una soluzione e non è da poco, credimi.

Raccontami qualcosa di te.

Ho una famiglia splendida. Un marito meraviglioso, due figli adolescenti che mi fanno esasperare ma che sono lo scopo della mia vita e la mia adorata gatta Stellina.

Da piccola volevo fare il giudice….pensa te…

Eleonora ha 44 anni. E’ di Torino. Si è trasferita a Roma per amore (l’amore nel frattempo l’ha perso..) e lavora nei call center da circa 10 anni. Ha iniziato facendo telemarketing e dal 2007 è stata assunta per svolgere servizi di customer care, prima di telefonia, poi di energia.

Quante ore lavori e quante chiamate ricevi mediamente in un turno di lavoro?

Lavoro part time 5 ore al giorno. Le chiamate dovrebbero essere circa 10 all’ora ma dipende dal tipo di chiamate che devo gestire. Alcune chiamate hanno una durata maggiore.

Come mai hai iniziato a lavorare in un call center?

Per caso. Il supermercato in cui lavoravo ha licenziato tutti.  Non volevo restare senza lavoro, ho risposto ad un annuncio non sapendo bene in realtà di cosa si trattasse.

Cosa ti piace del tuo lavoro?

Mi piace il contatto con i clienti (se sapessero che a volte sono fonte di risate a crepapelle tra colleghi, in pausa).

A parte gli episodi divertenti, mi piace aiutare i clienti ed ho ricevuto anche i complimenti a seguito dell’ascolto di una mia chiamata da parte di un responsabile del gestore per conto del quale lavoro.

Purtroppo proprio in questi giorni mi stanno spostando ad un altro tipo di lavorazione. Svolgerò attività di back office.

Sono contenta di imparare cose nuove ma mi mancheranno molto i clienti…

Cosa vorresti migliorare nella tua professione?

Vorrei colmare le lacune che ho. Credo ci voglia formazione in modo costante non una tantum.

Cosa sognavi di fare da piccola?

Mi sarebbe piaciuto lavorare in radio. Amo la musica e il contatto con le persone.

 

Antonella a fine intervista ha aggiunto una sua riflessione che mi ha molto commossa:

Sono fiera di fare questo lavoro ma non sono fiera di chi purtroppo non ci valuta, anche economicamente. A volte è stressante gestire la clientela, non sempre trovi disponibilità.

Mi piacerebbe che il mio capo passasse per le sale, quello sì… vorrei che ci ascoltasse per capire cosa facciamo per la sua azienda. Capirebbe che noi la sentiamo nostra quella azienda. Vorrei sentire una pacca sulla spalla. Quella pacca mi farebbe arrivare in alto, sarebbe un inizio specialmente in questo periodo.

A volte i sogni diventano realtà, chissà…

#ilcallcenterècasamia

2 Comments Storie da call center 1

  1. Marco Giglio 1 luglio 2016 at 0:21

    Il nostro è un lavoro che può far crescere o distruggerti psicologicamente. Se lo ami, se lo trasformi in un tramite per aiutare chi ti chiama colma lacune, distende i nervi e riesci a comprendere a pieno lo stesso valore del lavoro.

    Reply
    1. Elena AloiseElena Aloise 1 luglio 2016 at 10:07

      Che belle parole Marco! grazie per averle condivise. Sei una persona speciale.

      Reply

Leave A Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *