Cercare lavoro richiede organizzazione, metodo e preparazione. Ma c’è un aspetto che viene quasi sempre trascurato: la comunicazione.
Come ti presenti, come parli, come ti muovi (sia in presenza sia online), può fare la differenza tra due persone con lo stesso curriculum.
Perché la comunicazione è decisiva in un processo di selezione?
Chi si occupa di selezione del personale incontra ogni giorno molti candidati, spesso con competenze molto simili. A parità di esperienza e qualifiche, ciò che distingue un candidato dall’altro è quasi sempre il modo in cui comunica.
Non si tratta di essere brillanti o di avere una personalità straordinaria. Si tratta di saper trasmettere con chiarezza chi sei, cosa sai fare e perché sei la persona giusta per quel ruolo. E di farlo in modo coerente, con le parole, con la voce, con il corpo.
Ho lavorato per anni nella selezione del personale, prima come manager aziendale e poi come consulente. La cosa che ho visto più spesso era la mancanza di preparazione comunicativa.
Persone valide che non riuscivano a trasferire il loro valore perché non avevano mai lavorato su come presentarsi.
Prima del colloquio: chiarezza sugli obiettivi
Prima ancora di prepararsi al colloquio, è fondamentale avere chiari i propri obiettivi professionali.
E’ bene sapere cosa stai cercando e perché. Magari sei giovane e non sai ancora cosa vorrai fare fra qualche anno, ma sapere quali sono i tuoi obiettivi, le tue aspirazioni e saperle comunicare, fa la differenza.
È anche utile essere flessibili. A volte il percorso verso un obiettivo passa per esperienze che sembrano laterali. Ma quella flessibilità deve essere comunicata come scelta consapevole, non come disponibilità a tutto pur di lavorare.
“Va bene qualsiasi lavoro” comunica disperazione. “Questo ruolo mi interessa perché mi permette di sviluppare competenze in un’area in cui voglio crescere” comunica direzione.
Come preparare il colloquio: non solo i contenuti
La preparazione al colloquio non riguarda solo cosa dire, riguarda anche come dirlo.
Studia l’azienda: non per elencare dati a memoria, ma per capire la cultura, i valori, il linguaggio che usano.
Prepara le tue risposte alle domande più comuni: “Mi parli di lei”, “Quali sono i suoi punti di forza?”, “Dove si vede tra cinque anni?”. Non per impararle a memoria, ma per averle elaborate in anticipo, così quando arrivano puoi rispondere con sicurezza invece di improvvisare sotto pressione.
Allenati ad ascoltare: il colloquio non è un monologo. Chi seleziona osserva anche come ascolti, come reagisci alle domande inaspettate, come gestisci i silenzi. L’ascolto attivo, presenza, contatto visivo, risposte pertinenti sono segnali di intelligenza relazionale.
Fai le domande giuste al momento giusto: è legittimo e professionale chiedere informazioni sul ruolo, sul team, sulle prospettive di crescita. Ma le domande sulle condizioni contrattuali vanno fatte alla fine, non all’inizio. Iniziare un colloquio chiedendo ferie e permessi manda un segnale preciso e raramente è quello che vuoi mandare.
Il colloquio online: cosa cambia nella comunicazione
Negli ultimi anni i colloqui online sono diventati la norma e portano con sé sfide comunicative specifiche che vale la pena conoscere.
L’inquadratura comunica prima ancora che tu apra bocca
Una delle cose che noto più spesso nei colloqui online è un’inquadratura scorretta: la webcam posizionata troppo in alto o troppo in basso, che costringe a guardare dall’alto in basso o dal basso in alto.
Non è un dettaglio estetico. L’inquadratura comunica cura, attenzione, professionalità o la loro assenza. Una webcam all’altezza degli occhi, un ambiente ordinato e ben illuminato alle spalle, una connessione stabile: sono tutti segnali che arrivano prima delle parole e che costruiscono o erodono la prima impressione.
Regola pratica: posiziona la webcam leggermente sopra il livello degli occhi, in modo da guardarla leggermente verso l’alto. Questo angolo è il più naturale e il più professionale.
La voce vale doppio
In un colloquio in presenza, la comunicazione passa attraverso molti canali: la postura, la gestualità, l’energia che si porta in una stanza, la stretta di mano. Online, gran parte di questi canali si comprimono o spariscono.
Rimane la voce.
La voce online acquisisce un peso ancora maggiore rispetto alla comunicazione in presenza. Non si tratta di avere una bella voce, ma di usarla bene: con un ritmo calibrato, con frequenze che trasmettono calma e sicurezza, con pause che danno spazio e peso alle parole, con una buona articolazione.
Parlare velocemente comunica ansia. Una voce monotona comunica disinteresse. Una voce calda, rallentata, presente, comunica esattamente quello che vuoi trasmettere: sono qui, so quello che dico, sono la persona giusta.
Guarda la telecamera, non lo schermo
Il contatto visivo online si crea guardando il puntino della webcam, non il volto dell’interlocutore sullo schermo. È un gesto controintuitivo, ma è quello che crea la sensazione di essere guardati davvero. Prenditi il tempo per abituarti prima del colloquio.
La postura seduta e la respirazione
Nei colloqui online si è quasi sempre seduti. Attenzione alla postura: una schiena curva, le gambe accavallate, i piedi sollevati compromettono la respirazione diaframmatica e di conseguenza la qualità della voce. Siediti con la schiena dritta, i piedi ben appoggiati a terra, le ginocchia all’altezza del bacino. Non è solo una questione di apparenza: è una questione di come suoni.
Prima del colloquio: tre minuti per prepararsi
I tre minuti prima di un colloquio, in presenza o online, meritano attenzione.
Respira profondamente. Non per calmarti in modo forzato, ma per portare il corpo in uno stato di presenza. Un respiro diaframmatico lento abbassa la frequenza della voce, rilassa la muscolatura, e porta la mente nel momento presente invece di lasciarla vagare tra le preoccupazioni.
Sorridi. Non in modo forzato, ma con quella disponibilità genuina che apre il dialogo. Il sorriso si sente anche prima di iniziare a parlare e prepara sia te che l’interlocutore a un incontro invece che a un interrogatorio.
Rallenta. La fretta è il primo segnale esterno dell’ansia. Chi entra in un colloquio, fisicamente o virtualmente, con un ritmo lento e radicato comunica sicurezza prima ancora di dire la prima parola.
Respira. Rallenta. Sorridi.
Vale sempre.
Il colloquio non è un esame da superare. È una conversazione in cui due parti valutano se c’è la possibilità di lavorare bene insieme. Portare questa consapevolezza cambia il modo in cui ti presenti e cambia il modo in cui vieni percepito.
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