Trova il tuo suono

Trovare il proprio suono significa riconoscere la propria voce, liberarla dalle tensioni e imparare a usarla in modo naturale.

Siamo suono. Siamo vibrazione.

La nostra voce ci accompagna ogni volta che parliamo, raccontiamo, chiediamo, ascoltiamo, ridiamo o esprimiamo ciò che sentiamo.

Eppure spesso non conosciamo davvero la nostra voce.

La sentiamo mentre parliamo, ma raramente ci fermiamo ad ascoltarla.

A volte la giudichiamo perché ci sembra troppo acuta, troppo bassa, troppo debole o semplicemente diversa da quella che sentiamo nella nostra testa.

Trovare il proprio suono non vuol dire imparare a impostare la voce o avere una dizione perfetta.

Vuol dire liberarsi da blocchi, cattive abitudini e imparare a sentirsi, ascoltarsi.

Il suono arriva dal rapporto che abbiamo con il nostro corpo, dal modo in cui respiriamo e dalla libertà con cui permettiamo alla voce di esprimersi.

Trovare il proprio suono è, prima di tutto, un percorso di consapevolezza.

Che cosa c’entra il suono con il nostro equilibrio?

Il suono è da sempre utilizzato in diverse tradizioni come strumento di ascolto e consapevolezza; il Nada Yoga, per esempio, considera la voce un mezzo per entrare in relazione con sé stessi.

Il rapporto tra suono, voce e consapevolezza non è un’idea nuova.

Nel Nada Yoga, un’antica pratica della tradizione indiana, il suono e la voce vengono utilizzati come strumenti di ascolto e di ricerca dell’equilibrio.

Una delle figure di riferimento del Nada Yoga è stato Sri Vemu Mukunda, fisico nucleare e musicista indiano, che ha dedicato parte della sua ricerca al rapporto tra suono e persona.

Secondo questa tradizione, ogni essere vivente è caratterizzato da una propria vibrazione e la voce può diventare uno strumento per entrare maggiormente in contatto con sé stessi.

Non è necessario però aderire a una pratica orientale per cogliere un aspetto molto concreto di questa idea:

la nostra voce ci racconta.

Ci racconta come stiamo, quanta tensione stiamo accumulando, quanto siamo presenti e, a volte, anche quanto ci sentiamo liberi di esprimerci.

Prova a pensarci.

La tua voce è la stessa quando stai vivendo uno stato di calma o quando provi rabbia?

Quando provi sicurezza e quando invece hai paura del giudizio?

Sicuramente no.

Ed è proprio da qui che possiamo iniziare a cercare il nostro suono.

Non cercando di costruire una voce diversa.

Imparando ad ascoltare quella che abbiamo.

Cosa succede alla voce quando il corpo è in tensione?

Quando siamo in tensione, il respiro e il corpo cambiano e anche la voce può diventare più rigida, veloce o poco espressiva.

La voce è strettamente legata alle nostre emozioni.

Respira Rallenta Sorridi

Partiamo dal respiro.

Rallentiamo.

Creiamo uno spazio nel quale tu possa far uscire la voce.

Dopo gli esercizi di respirazione succede spesso qualcosa di molto concreto: aumenta la presenza, migliora la capacità di ascolto e la voce diventa più calda e libera.

Non abbiamo costruito una voce nuova.

Abbiamo creato le condizioni perché la voce che già c’era potesse esprimersi con maggiore libertà.

La voce non si forza

Questo per me è un punto fondamentale.

Comunicare non è recitare.

La voce non si imposta. Bisogna imparare ad usarla bene.

Come?

Prendendo consapevolezza degli elementi espressivi della voce: volume, tono, tempo e ritmo e lavorando sul corpo liberandoci da blocchi e tensioni.

Nel mio lavoro non cerco di dare a una persona “la voce giusta” ma di accompagnare a conoscere la propria voce, a sentire come cambia e a scegliere come utilizzarla.

Come puoi iniziare ad ascoltare la tua voce?

Per conoscere la tua voce devi prima imparare ad ascoltarla: registrati e riascoltati.

Fai un piccolo esperimento.

Prendi il telefono e registrati mentre parli per un minuto.

Puoi raccontare quello che hai fatto oggi, leggere un breve testo oppure spiegare qualcosa che conosci bene.

Poi riascoltati senza giudicarti.

Non chiederti:

“Mi piace la mia voce?”

Chiediti invece:

  • Come respiro mentre parlo?
  • Vado troppo veloce?
  • Dove faccio delle pause?
  • La mia voce cambia quando racconto qualcosa che mi coinvolge?
  • Sento tensione in qualche momento?
  • La voce esprime davvero quello che voglio comunicare?

Puoi fare la stessa registrazione in un momento di tranquillità e ripeterla quando sei sotto pressione.

Puoi anche semplicemente riascoltare i messaggi whatsapp che mandi.

Ascoltare le differenze è già un allenamento.

Puoi aggiungere poi un altro piccolo esercizio: prima di parlare, fermati qualche secondo e fai un respiro lento e consapevole.

Non per “fare la voce bella”.

Per creare spazio.

Perché quando siamo presenti possiamo ascoltare meglio, scegliere le parole con maggiore consapevolezza e lasciare che la voce trovi il suo suono.

Trova il tuo suono.
E lascia che la tua voce racconti chi sei.

Scopri il miei percorsi individuali.

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