Abbassare il tono della voce aumenta l’autorevolezza, crea empatia e elimina la cantilena, uno dei meccanismi più comuni che tolgono efficacia comunicativa a professionisti e professioniste di ogni settore.
Tono e volume non sono la stessa cosa
È la distinzione che faccio sempre all’inizio dei miei corsi, perché poche persone la conoscono e, confondere questi due elementi espressivi della voce, è uno degli errori più frequenti.
Il volume è l’intensità sonora: quanto forte o quanto piano parli.
Il tono è l’insieme di note: quanto alta o quanto bassa è la frequenza della tua voce.
Puoi parlare ad un volume alto con un tono basso. Puoi parlare a bassa voce con un tono alto.
Sono due elementi espressivi della voce completamente indipendenti, e vanno allenati separatamente.
Perché questa distinzione è importante?
Perché quando qualcuno ti dice “abbassa sto tono!” in senso figurato, durante una discussione non sta parlando del volume.
Sta chiedendo di cambiare registro emotivo, di rallentare, di togliere aggressività. Sta chiedendo, inconsapevolmente, un cambiamento di tono.
Conoscere questa distinzione ci permette di usare in modo consapevole la nostra voce creando un suono della voce coerente ed efficace.
Perché le note basse creano empatia e autorevolezza?
Le note basse della voce hanno un effetto diretto su chi ascolta: toccano le corde emotive, trasmettono calore, infondono calma.
Una voce con un tono basso è percepita come più sicura, più affidabile, più presente.
Non a caso Chris Voss, ex negoziatore FBI, descrive la voce più efficace nelle situazioni delicate come calda, profonda, rallentata.
Nel metodo FourVoiceColors® di Ciro Imparato questa è la voce verde: il colore dell’empatia e della fiducia, che emerge naturalmente quando siamo in uno stato di calma e apertura.
Le voci squillanti e acute possono trasmettere allegria o simpatia, ma alla lunga risultano faticose da ascoltare. E soprattutto non trasmettono empatia e autorevolezza.
Cos’è la cantilena e perché è così comune?
La cantilena è quella melodia del parlato nella quale le frasi terminano a salire invece che a scendere. È
uno dei problemi più diffusi che incontro nei miei corsi e riguarda professioniste e professionisti di ogni settore, indipendentemente dall’esperienza.
La cantilena non nasce da un difetto della voce. Nasce da due meccanismi precisi:
La noia: quando ripetiamo molte volte la stessa frase una presentazione, un’accoglienza telefonica, un’apertura di riunione, il cervello va in automatico. La voce perde intenzione e scivola in un pattern melodico ripetitivo.
L’imbarazzo: quando non siamo a nostro agio, il corpo cerca una via di uscita. La voce sale, si alleggerisce, diventa meno presente. È un meccanismo di protezione inconsapevole.
In entrambi i casi il risultato è lo stesso: chi ascolta percepisce mancanza di sicurezza, poca presenza, scarsa credibilità. E la cantilena nella presentazione è particolarmente dannosa perché è la prima cosa che le persone sentono di te.
Come presentarsi senza cantilena: la tecnica alla James Bond
Il momento in cui la cantilena emerge più facilmente è la presentazione.
“Buongiorno, sono Elena Aloise, formatrice e consulente…” se la dici con un tono a salire, l’effetto è esattamente l’opposto di quello che vuoi ottenere.
La tecnica è semplice: termina le frasi con un tono a scendere, non a salire.
Un tono conclusivo, radicato, che comunica: sono qui, so chi sono, so perché sono qui.
Nel video qui sotto ho spiegato come si fa in modo pratico, è uno degli esercizi che più cambia immediatamente il modo in cui le persone vengono percepite.
Come abbassare il tono della voce: esercizi pratici
La voce con un tono basso non si “imposta” dall’esterno. Emerge quando il corpo è rilassato, il respiro è profondo e la mente è presente. Gli esercizi che seguono lavorano esattamente su questo.
1. Parti dalla respirazione diaframmatica La respirazione è sempre il primo passo. Un diaframma attivo stabilizza la voce, la radica, le dà corpo. Una voce senza respiro tende naturalmente a salire di tono e a perdere calore. Trovi gli esercizi di respirazione diaframmatica in questo articolo.
2. Usa lo sbadiglio Lo sbadiglio è uno degli esercizi più efficaci per abbassare il tono della voce e lo dimostra benissimo il video di Morgan Freeman qui sotto. Lo sbadiglio apre la gola, rilassa la mascella, attiva il diaframma. Fai 3-4 sbadigli profondi prima di parlare in pubblico o prima di una telefonata importante.
3. Registrati e ascoltati Questo è l’esercizio che cambia tutto, perché la maggior parte delle persone non sa com’è la propria voce dall’esterno. Registra una frase breve. Ascoltala. Ripetila cercando un tono più basso e più lento. Registra di nuovo. Ascolta la differenza.
Non serve molto tempo, bastano 5 minuti al giorno per qualche settimana per iniziare a percepire un cambiamento reale.
4. Termina le frasi a scendere Prendi un testo qualsiasi e leggilo ad alta voce prestando attenzione solo a una cosa: ogni frase deve terminare con il tono che scende, mai che sale. Sembra semplice, ma richiede concentrazione all’inizio perché il pattern a salire è spesso automatico e consolidato.
Abbassare il tono della voce cambia anche come ti senti
C’è un aspetto di questo lavoro che sorprende sempre le persone con le quali lavoro: quando cominciano a usare un tono più basso, non cambia solo come vengono percepite, cambia come si sentono.
È uno dei principi fondamentali del metodo FourVoiceColors®: i colori della voce sono presenti in noi naturalmente. Quando usiamo la voce verde, calda, bassa, rallentata, non stiamo fingendo un’emozione. Stiamo creando le condizioni fisiche perché quell’emozione emerga davvero.
La voce non è solo uno strumento per comunicare agli altri. È uno strumento per ritrovare noi stessi.
Respira. Rallenta. Sorridi.
In quest’ordine. Sempre.
Il respiro profondo abbassa naturalmente il tono. La lentezza dà alle note il tempo di scendere.
Il sorriso scalda il suono senza alzarlo.
Tre azioni. Un metodo. Una voce che finalmente ti rappresenta.
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